GLOSSARIO - LETTERA R

rabdomiosarcoma. Condizione patologica. Tumore  infantile ad alta malignità che origina dai muscoli  striati. Può interessare l'orbita....

rabdomiosarcoma. Condizione patologica. Tumore infantile ad alta malignità che origina dai muscoli striati. Può interessare l'orbita.

racemoso. Descrizione. Che somiglia a un grappolo d'uva.

radiazione infrarossa. Ottica. Porzione dello spettro elettromagnetico con lunghezza d'onda compresa tra 750nm e 1mm.

radiazione ottica, tratto genicolo-calcarino. Anatomia. Vie nervose visive che vanno dal corpo genicolato alla fessura calcarina della corteccia visiva occipitale (nel cervello). Sono costituite da fibre retiniche nasali incrociate provenienti da un occhio e da fibre retiniche temporali non incrociate provenienti dall'altro occhio.

radiometria. Misurazione. Rilevamento e misurazione di tutte le onde a energia radiante (radiazioni).

radio-opaco,radiopaco. Indica ogni sostanza opaca ai raggi X. I coloranti radiopachi sono di ausilio nella diagnostica delle strutture tubulari.

radioterapia. Trattamento. Termine generico per diversi tipi di radiazioni utilizzate per distruggere tessuto o tumori, Come raggi X, raggi-gemma, raggi-beta, fascio protonico.

ridiuscopio. Strumento. Mezzo impiegato nella misurazione della curvatura posteriore di una lente a contatto (curva di basa).

rafe. Anatomia.Linea di demarcazione tra due metà di un organo o struttura. Nell'occhio, si riferisce alla linea orizzontale (rafe orizzontale) che separa lo strato superiore da quello inferiore delle fibre nervose retiniche temporali.

rafe orizzontale. Anatomia. Linea di divisione della retina temporale tra lo strato delle fibre nervose superiori ed inferiori. Corrisponde a una linea orizzontale sul lato nasale del campo visivo.

raggi convergenti. Ottica. Raggi luminosi che tendono a confluire dopo essere stati rifratti da una lente o riflessi da uno specchio curvo.

raggio apicale. Misura. Curva base di una lente a contatto; si misura come raggio di curvatura (in mm) piuttosto che come potere diottrico.

raggio emergente. Ottica. Raggio di luce che fuoriesce da un corpo.

raggio incidente. Ottica. Qualunque radiazione luminosa che colpisce una sostanza.

ramo arterioso retinico. Anatomia. Qualunque ramo dell'arteria retinica centrale. Fornisce nutrienti alla zona circostante la retina.

ramo venoso retinico. Anatomia. Qualunque ramo della vena retinica centrale. Via di deflusso del sangue dalla zona circostante la retina.

Randot stereo test. Tavola per test. Per valutare la percezione della profondità binoculare; disegni a punti che sembrano disposti in ordine sparso, si indentificano come figure geometriche indossando
occhiali con filtri polarizzati. Vedi anche test di Titmus, TNO stereo test.

ranibizumab. Farmaco. Frammento anti-VEGF (antiangiogenesi). Iniettato nel vitreo per trattare la
degenerazione maculare neovascolare.

rapporto convergenza accomodativa-accomodazione. Vedi AC\A ratio.

rapporto escavazione-disco (<<cup-disc>>). Misurazione. Espressione numerica indicante la
percentuale di superfice della papilla ottica occupata dall'escavazione. Di ausilio nella valutazione della progressione del glucoma.

RAST (test di radioallergoassorbimento). Test di laboratorio. Per agevolare l'identificazione dell'agente specifico (cibo, polline, acari della polvere) che potrebbe essere responsabile di una risposta allergica.

recessione. Procedura chirurgica. Indebolimento di un muscolo iperfunzionante per correggere una
deviazione oculare. Il muscolo viene disinserito e riposizionato più indietro sul bulbo oculare. Vedi
anche resezione.

recesso-resezione. Procedura chirurgica. Per correggere una deviazione oculare; un muscolo extraoculare è riposizionato più indietro sul bulbo oculare per indebolirlo e il suo muscolo opposto, dello stesso occhio (antagonista diretto), è accorciato per rinforzarlo.

recettori sensoriali, fotorecettori, elementi retinici, cellule visive retiniche. Anatomia. Coni e
bastoncelli, sono le cellule retiniche che trasformano la luce in impulsi elettrici per l'ivio di segnali al
cervello.

reflusso. Il ritorno indietro di una sostanza.

rifrattometria. Test. Esame obiettivo della combinazione sferica e cilindrica che corregge l'errore
rifrattivo di un occhio, senza la determinazione della prescrizione che il paziente tollera soggettivamente.

rifrattometro automatico, autorifrattometro. Strumento. Sistema elettromeccanico e computerizzato usato per determinare un errore rifrattivo dell'occhio.

rifrazione. 1. Ottica. Deviazione dei raggi luminosi quando essi passano da un mezzo trasparente con un certo grado di densità a un altro con densità diversa. Vedi anche potere di vergenza. 2. Test. Determinazione di un errore rifrattivo dell'occhio e delle lenti migliori da prescrivere per correggerlo; serie di lenti, in scala secondo il potere ottico, vengono provate per determinare quali offrano la visione più nitidà e precisa. 3. Prescrizione di occhiali correttivi o lenti a contatto in base ai risultati di questo test. Vedi anche rifrattometria.
  • cicloplegica: test effettuato dopo che è stata paralizzata l'accomodazione del cristallino con gocce oculari cicloplegiche (tropicamide). Elimina la variabilità di potere ottico causata da un cristallino che si contrae.
  • manifesta (soggettiva):test effettuato senza usare gocce oculari cicloplegiche. Detta anche rifrazione rifinita.

regola di Kestenbaum. Formula. Il potere ottico approssimativo necessario per fornire un minimo di aiuto alla visione (lente ingrandente) è determinato in base all'acuità visiva a distanza (1/acuità visiva=potere diottrico di minimo aiuto).

ragola di Knapp. Ottica. Quando un errore rifrattivo è causato da un globo oculare eccessivamente corto o lungo (ametropia assiale), lenti correttive posizionate davanti agli occhi a una distanza di 15mm creano immagini retiniche della stessa dimensione, indipendentemente dal grado di errore. Vedi anche lunghezza assiale.

ragola di Prentice. Ottica. Equazione per determinare l'effetto prismatico di una lente in qualsiasi punto. Diottrie prismatiche=decentramento (in cm) x potere della lente (in diottrie). Vedi anche effetto prismatico delle lenti.

regola di Prince. Strumento. Scala di misurazione (in cm e/o diottrie) del punto prossimo di accomodazione; il test viene spostato sulla scala verso l'occhio fino a che le lettere si offuscano.

ragolo per schiascopia. Strumento. Supporto per lenti positive e negative in gradazione, per la misurazione di un errore rifrattivo. Quando viene tenuto di fronte agli occhi, il regolo viene spostato da una lente all'altra mentre i riflessi luminosi vengono osservati attraverso un retinoscopio. Vedi anche retinoscopio.

regressione. Complicazione chirurgica. Lenta perdita di correzione rifrattiva dopo chirurgia fotorifrattiva. Uno dei motivi per effettuare intenzionalmente una sovracorrezione chirurgica. 

remissione. Termine medico. Attenuazione dei sintomi e dei segni di una malattia. Vedi anche esacerbazione.

reoferesi. Trattamento. Filtrazione del sangue attraverso una membrana per rimuovere macromolecole (ad alto peso molecolare). Allo studio come metodo per aumentare il flusso ematico retinico e per migliorare la visione nella degenerazione maculare secca legata all'eta.

replicazione. Processo. Processo con cui materiale generico nucleare (DNA) fa una copia esatta di se stesso quando la cellula si divide.

resezione. Procedura chirurgica. Rafforzamento di un muscolo extraoculare indebolito per correggere una deviazione oculare. Si attua mediante l'asportazione di una sezione di muscolo che viene poi risuturato sul bulbo oculare. Vedi anche recessione.

resezione cantale. Procedura chirurgica. Rimozione di una sezione del canto interno o osterno (giunzione della palpebra superiore a quella inferiore), ad esempio durante escissione di un tumore palpebrale.

resezione congiuntivale a diamante, resezione tarsocongiuntivale al di sotto del puntino lacrimale, escissione tarsocongiuntviale fusiforme. Procedura chirurgica. Rimozione di una sezione di tessuto congiuntivale di varie forme (a diamante, a fuso) dalla parte interna della palpebra inferiore parallela al margine libero per correggere una posizione anomala del puntino lacrimale a favorire il riaccostamento della palpebra al bulbo oculare. Vedi anche ectropion.

resezione dell'elevatore. Procedura chirurgica. Metodo di correzzione dell'abbassamento della palpebra superiore (ptosi) tramite l'accorciamento del muscolo elevatore. 
  • interna (approccio posteriore): per correggere una ptosi moderata, viene praticata un'incisione congiuntivale attraverso il tarso, viene rimosso il muscolo e la palpebra viene riposizionata all'altezza desiderata.
  • esterna (approccio interiore):per correggere una ptosi di grado moderato-grave, viene praticata un'incisione cutanea sulla palpebra all'altezza desiderata per rimuovere il muscolo in eccesso e ricostituire la piega palpebrale.

Resezione tarsocongiuntivale, resezione tarso-orbicolare interna. Procedura chirurgica. Per
risistemare una palpebra rovesciata verso l'esterno dovuta all'invecchiamento.Vengono rimossi parte
del tarso e del sottostante muscolo orbicolare.Vedi anche entropion.

Resezione tarsocongiuntivale al di sotto del puntino lacrimale.Vedi resezione congiuntivale a diamante.

Resezione tarso-orbicolare interna. Vedi resezione tarsocongiuntivale.

Ressi. Condizione patologica. Rottura di un organo o di un vaso sanguigno.

Rete mirabile.Condizione patologica.Delicata rete dei vasi anomali neoformati (neo-vascolarizzazione) sulla superficie retinica o vicino ad essa,come avviene nella retinopatia diabetica.

Reticolare. A forma di rete.

Reticolo. Vedi griglia.

Reticolo di Amsler. Test. Linee verticali e orizzontali, egualmente spaziate, che formano un quarto
(in genere linee nere su fondo bianco); può essere usata in casa per rilevare precocemente distorsioni o difetti del campo visivo centrale, come la degenerazione maculare.Vedi anche metamorfopsia.

Retina, tunica nervosa dell'occhio. Anatomia. Tessuto nervoso dell'occhio, sensibile alla luce
(embriologicamente parte del cervello), che converte le immagini, provenienti dal sistema ottico dell'occhio, in impulsi elettrici che vengono inviati lungo il nervo ottico al cervello per essere interpretati nel processo della visione.Forma una sottile membrana che delinea i due terzi posteriori del globo oculare; è costituita da più strati che contengono coni e bastoncelli, cellule bipolari, amacrine, gangliali, orizzontali e di Mùller e tutte le interconnessioni nervose.Vedi anche
membrana limitante esterna, strato nucleare interno, strato plessiforme interno, membrana limitante
interna, strato delle fibre nervose, strato nuclerare esterno,strato plessiforme esterno.
  • esterna:si riferisce alle cellule visive e all'epitelio piegamento retinico (strato di cellule pigmentate,
  • immediatamente fuori dalla retina,che nutrono le cellule retiniche visive).
  • interna:strato della retina che giace più vicino al vitreo.
  • sensoriale:tutti gli strati retinici escluso l'epitelio pigmentato.

Retina traslocata. Condizione patologica. Trazione della retina; anomalia in cui la retina e i vasi sanguigni retinici sono spostati dalla loro normale posizione. E' associata a retinopatia dei prematuri. Può colpire uno o entrambi gli occhi.

Retinaldeide. Sostanza chimica. Aldeide alla vitamina A. Fa parte del pigmento fotosensibile presente nel segmento esterno dei coni e bastoncelli. E' necessaria per la conversione dell'energia luminosa in energia elettrica.

Retinale. Chimica. Termine usato in passato per retinaldeide.

Retinite. Condizione patologica. Infiammazione della retina.
  • da Cytomegalovirus: infezione virale che causa retinite e vasculite con lesione diffusa delle trutture
  • retiniche e coroideali.Si osserva nei bambini piccoli e negli adulti immunodepressi, p.es. nei soggetti affetti da AIDS. Detta anche malattia da inclusi citomegalici.Vedi anche necrosi retinica acuta,
  • toxoplasmosi.
  • essudativa: Vedi malattia di Coats.
  • metastatica: infezione (purulenta o settica) della retina causata da microorganismi che la invadono attraverso la via ematica (come emboli).
  • neuroretinite: infiammazione della retina in prossimità del nervo ottico.
  • pigmentosa: Degenerazione retinica ereditaria e progressiva bilaterale,caratterizzata da cecità notturna, a insorgenza nella seconda infanzia, seguita da riduzione del campo visivo periferico
  • (inizialmente difetto anulare) che con il tempo giunge alla visione tubulare e quindi alla cecità.
  • Detta anche degenerazione dei bastoncelli, degenerazione dei coni e dei bastoncelli.Vedi anche
  • sindrome di Laurence-Moon-Biedl, malattia di Refsum.
  • puntata albescente: malattia ereditaria caratterizzata da progressiva cecità notturna,piccoli punti bianchi retinici, restringimento del campo visivo e riduzione della visione centrale.
  • purulenta: infetta, con pus.
  • sclopetaria, da forte contusione: Grave lesione della retina dovuta a un'onda d'urto generata da un pallino di fucile da caccia o da un cuscinetto a sfera che colpisce l'orbita o la palpebra.
  • secondaria: Segue l'infiammazione uveale.
  • settica: Stesso di metastatica.

Retinoblastoma. Condizione Patologica. Tumore intraoculare ereditario,maligno, che si sviluppa dalle cellule visive retiniche. Se non trattato, si formano numerosi noduli che gradualmente occupano l'occhio e si estendono lungo il nervo ottico fino al cervello, risultando cosi letale. Il più comune tumore maligno oculare nell'infanzia.

Retinocoroidite. Condizione Patologica. Processo infiammatorio della retina e della coroide, causato, p.es..,da toxoplasmosi.

Retinocriopessia. Vedi criopessia.

Retinografo. Strumento. Macchina fotograica utilizzata per ottenere immagini della retina, in particolare del polo posteriore. Basata sui principi dell'oftalmoscopia monoculare diretta.

Retinolo,vitamina A. Sostanza chimica. Alcool della vitamina A immagazzinato nel fegato e forse
nell'epitelio pigmentoso retinico.Viene usato da coni e bastoncelli come pigmento fotosensibile per iniziare il processo visivo.
Retinopatia. Condizione patologica.Qualsiasi patologia degenerativa non infiammatoria della retina. Vedi anche maculopatia.
a "cellophane": raggrinzimento della retina nell'area maculare, causato dalla contrazione della membrana trasparente che riveste la superficie della retina. Provoca una visione distorta. E' anche derra maculopatia a "cellophane", membrana epiretinica, proliferazione epiretinica, "pucker"  maculare.
a cellula falciformi: malattia del sangue (emoglobina) che causa problemi sistemici correlati ad aggregazione localizzata di cellule ematiche. Negli occhi induce modificazioni della retina, come neovascollarizzazione, "sea-fans", occlusione arteriosa, chiusura di capillari, strie angioidi e depositi retinici. Ereditaria; colpisce prevalentemente le persone di razza nera. Vedi anche "black sunburs", emorragia a macchina di salmone.
circinnata: depositi di essudati a formare anelli nella retina,solitamente intorno all'area maculare (area della visione centrale ), dovuti a fuoriuscita di liquidi dai capillari retinici. Molteplici le cause, principalmente il diabete.
da clorochina: maculopatia <<a occhio di bue>>, farmaco-dipendente, che spesso si accompagna ad alterazione della visione; può essere reversibile se il farmaco viene interrotto in una fase precoce.
da stasi venosa: caratterizzata da vene retiniche ingorgante, emorragie nello strato delle fibre nervose ed edema del disco ottico. E' causata da occlusione totale o parziale della vena retinica centrale. I riscontri retinici sono meno gravi e meno estesi che nella retinopatia emorragica. La visione di solito migliora nell'arco di alcuni mesi, se l'edema della retina non causa alterazioni maculari irreversibili. I pazienti spesso sono persone de mezza età o più giovani. Vedi anche amaurosi fugace, edema maculare cistoide.
dei prematuri: una serie di alterazioni degenerative della retina che possono svilupparsi dopo prolungata ossigenoterapia per il mantenimento in vita di neonati prematuri. Nello stadio attivo, i riscontri includono: vasi sanguigni periferici dilatati e tortuosi, emorragie retiniche e anomala neoformazione di vasi sanguigni (neovascolarizzazione). In alcuni casi può regredire; altre volte si forma una cicatrice fibrosa periferica che distacca la retina, provocando riduzione della vista o
cecità. Altre possibili complicazioni: glaucoma, cataratta, miopia, occhi infossati, disallineamento
oculare. In passato era detta fibroplasia retrolentale. Vedi anche macula ectopia.
del tossicodipendente: patologia della retina causata da lungo abuso di droghe per via endovenosa.
di Purtscher: aggregati multipli retinici chiari, essudati cotonosi, emorragia ed edema conseguenti a grave trauma toracico, che provoca un aumento improvviso della pressione sanguigna. E' transitorio e i sintomi durano solo pochi giorni.
diabetica: modificazioni retiniche associate a diabete mellito in fase avanzata. La retinopatia "backgound" (non proliferante) ne è lo stadio iniziale: può progredire fino allo stadio proliferativo, con anomalo sviluppo di neovascolarizzazione e tessuto fibroso.
diabetica "background": alterazioni retiniche associate allo stadio precoce della retinopatia
diabetica. Reperti comuni: microaneurismi, emorragie puntiformi, essudati duri e dilatazione dei vasi venosi retinici. E' specificamente esclusa la presenza di neovasi anomali neovascolarizzazione).Vedi anche retinopatia diabetica proliferante.
diabetica non proliferante: stesso di diabetica "background".
diabetica proliferante (RPD): patologia retinica che comprende sviluppo anomalo di vasi sanguigni di nuova formazione (neovascolarizzazione) e di tessuto fibroso. Di solito si genera per insufficiente ossigenazione dei tessuti retinici (ischemia), nel diabete. Dà luogo a emorragie, trazione e distacco della retina e perdita della visione. Vedi anche retinopatia diabetica "background",
neovascolarizzazione preretinica.
emorragica: emorragia massiva intraretinica e delle fibre del nervo ottico con vene retiniche dilatate e tortuose, edema del nervo ottico ed ispessimento retinico, provocata da un blocco del deflusso venoso della vena centrale della retina. Esita in una riduzione dell'acuità visiva, spesso irreversibile.
Insorge in pazienti anziani e può provocare un glaucoma secondario. Vedi anche glaucoma neovascolare, rubeosi iridea.
flavimaculata: caratterizzata da profonde lesioni retiniche o dell'epitelio pigmentato, irregolari e
giallastre. Spesso associata ad anomalie maculari. La visione può essere colpita. Rara; ereditaria.
Anche detta fondo flavimaculato. Vedi anche malattia di Stargardt.
ipertensiva: modificazione retiniche associate a elevata pressione arteriosa; quando il processo è in uno stadio avanzato possono presentarsi anche restringimento delle arteriole; tenui riflessi luminosi emessi dalla superficie dei vasi sanguigni, irregolarità venose, ulcerazioni nel punto in cui si incrociano vene e arterie, emorragie retiniche a fiamma, essudati cotonosi ed edema papillare.
neuro-: anomalie retiche di tipo non infiammatorio in prossimità del nervo ottico.
proliferante: presenta sviluppo anomalo di vasi sanguigni di nuova formazione (neovascolarizzazione) e di tessuto fibroso. In genere si sviluppa per insufficiente ossigenazione dei tessuti retinici (ischemia), come nella retinopatia a cellule falciformi e nell'occlusione venosa retinica. Comporta emorragie, trazione e distacco della retina e perdita della visione. Vedi anche neovascolarizzazione preretinica, retinopatia diabetica proliferante.
sierosa centrale: la retina sensoriale, nell'area della visione centrale (macula), appare rilevata come una liscia vescicola, con distacco localizzato dall'epitelio pigmentato. Comporta riduzione e/o distorsione della visione, che in genere si recupera nell'arco di pochi mesi. Anche detto corioretinopatia sierosa centrale, coroidopatia sierosa centrale.
solare: danno maculare provocato dal guardare fisso verso il sole senza filtri protettivi, in genere durante un eclissi solare. Una sensazione di luce abbagliante che rapidamente si trasforma in uno scotoma centrale (area cieca), generalmente residua una riduzione permanente della visione centrale, causata da assorbimento di energia intensa radiante da parte della retina e dell'epitelio pigmentato. Anche detta cecità da eclisse, maculopatia solare.
vitreale essudativa familiare: caratterizzata da fuoriuscita di liquido dalla retina e formazione di una membrana vitreoretinica con neovascolarizzazione. Colpisce entrambi gli occhi. Somiglia alla retinopatia dei prematuri, tuttavia manca una storia clinica di prematurità. Rara; ereditaria.
retinopessia. Procedura chirurgica. Uso di diatermia (calore) o criotermia (freddo) per richiudere delle rotture retiniche; per riparare un distacco di retina. Vedi anche criopessia.
retinopessia pneumatica. Procedura chirurgica. Per riparare un distacco di retina; iniezione intraoculare di una bolla di gas inerte per esercitare una pressione sulla retina e sigillarne il distacco.
retinoschisi, schisi. Alterazione degenerativa. Separazione anomala degli strati sensoriali retinici, generalmente nello strato plessiforme esterno, che può esitare in danno funzionale. Inizia come una degenerazione cistica asintomatica nella periferia retinica infero-tempo-rale. Abitualmente è un'alterazione senile.
congenita: retina che è divisa in uno strato inferiore ed uno superiore; in genere interessa l'area maculare. Congenita; ereditaria, legata al cromosoma X.
giovanile: lo stesso di congenita.
retinoscopia, schiascopia. test. Determinazione dell'errore rifrattivo mediante l'uso di un retinoscopio.
retinoscopio. Strumento. Strumento manuale impiegato nella determinazione dell'errore rifrattivo, che non richiede la collaborazione del paziente. Nell'occhio in esame viene proiettato un fascio di luce e, mediante l'uso di lenti viene neutralizzato (eliminato) il movimento della luce riflessa dall'occhio.
a spot: nell'occhio viene proiettato un punto luce.
a striscia: nell'occhio viene proiettata una striscia di luce ruotante.
retinotomia. Procedura chirurgica. Incisione della retina per drenare liquido interno, per allentare aderenze, per la traslocazione retinica o per accedere alle membrane subretiniche.
retrattore. Strumento chirurgico. Impiegato per allontanare tessuti od organi dal campo operatorio.
retrazione. Procedura chirurgica. Ripiegare e cucire ad anello il tendine di un muscolo per accorciarlo. Usata per rafforzare un muscolo palpebrale debole (come nella chirurgia della ptosi) o un muscolo extraoculare.
retrazione dell'aponeurosi dell'elevatore. Procedura chirurgica. Per riparare una ptosi di grado da lieve a moderato (palpebra cadente). Un'incisione della palpebra superiore nella piega palpebrale viene estesa attraverso il muscolo orbicolare. L'aponeurosi dell'elevatore, ridotta o asportata, viene portata in avanti e suturata al tarso.
retrazione dell'aponeurosi inferiore. Procedura chirurgica. Per riparare una palpebra inferiore
rovesciata all'interno (entropion). Viene fatta un'incisione orizzontale sotto la palpebra per rimuovere il muscolo orbicolare e riportare la palpebra nella sua normale posizione.
retrazione palpebrale. Segno clinico. Innalzamento della palpebra superiore con conseguente aumentata esposizione dell'occhio (sclera). Determina l'aspetto di "sguardo fisso"; è frequente nell'oftalmopatia tiroidea. Vedi anche segno di Collier.
retrazione preretinica massiva. Vedi proliferazione preretinica massiva.
retrazione vitreale massiva. Vedi proliferazione preretinica massiva.
retrobulbare.Posizione. Posto dietro il bulbo oculare ma all'interno dell'orbita.
retro-illuminazione. Illuminazione da dietro, in genere da una lampada a fessura, per visualizzare i margini di una lesione (p.ese. per rendere più evidente un'opacità corneale).
retrolentale. Posizione. Dietro il critallino, ma all'interno dell'occhio.
retropulsione.Tecnica. Spingere indietro un tessuto.
retropulsione del bulbo oculare. Esame clinico. Valuta la resistenza dei tessuti orbitari o la presenza di masse dietro l'occhio. L'esaminatore nota la resistenza al tentativo di spingere l'occhio indietro nell'orbita.
  • retto. Anatomia. Quattro di sei muscoli che muovono il globo oculare: inferiore, laterale, mediale, superiore.
  • inferiore: muscolo extraoculare inserito al di sotto del globo oculare. Ha tre funzioni: abbassamento (muove l'occhio verso il basso, specialmente quando è ruotato verso l'esterno), estorsione (ruota l'occhio verso l'esterno, specialmente nello sguardo verso l'interno) e adduzione (movimento oculare verso l'interno ). Innervato dal III nervo cranico (oculomotore).
  • laterale: muscolo extraoculare responsabile della rotazione all'esterno dell'occhio (abduzione). Si inserisce alla parete esterna dell'occhio ed è innervato dal VI nervo cranico (abducente)
  • mediale: muscolo extraoculare che muove l'occhio verso l'interno dalla posizione avanti-diritto (adduzione). E' attaccato alla parte esterna del gloco oculare dalla parte del naso. E' innervato dal III nervo cranico (oculomotore).
  • superiore: muscolo extraoculare attaccato alla parte superiore del globo oculare. Ha tra funzioni: elevazione del globo oculare (che aumenta quando l'occhio si muove verso l'esterno), torsione interna (rotazione della parte superiore dell'occhio verso il naso, che aumenta quando l'occhio ruota verso l'interno) e adduzione (movimento dell'occhio all'interno verso il naso). E' innervato dal III nervo cranico (oculomotore).

rifissazione. Funzione. Movimenti oculari volontari e veloci quando l'occhio passa da un oggetto a un altro o quando segue un oggetto che si sta muovendo troppo velocemente per seguirlo in modo costante.

riflessi oculomotori, meccanismo di inseguimento. Funzione. Lenti movimenti paralleli involonari di entrambi gli occhi che permettono di seguire oggetti in movimento. Si osservano anche nella fase lenta della risposta di un nistagmo optocinetico e nel fenomeno degli "occhi di bambola" .

riflessione (della luce). Ottica. Rimbalzo dei raggi di luce che colpiscono una superficie levigata (come uno specchio) nella direzione opposta a quella di provenienza.
riflessione della luce nell'umor acqueo, riflessione della luce, effetto Tyndall. Segno clinico. Dispersione di un raggio di luce di una lampada a fessura quando esso viene diretto nella camera anteriore; si verifica quando la quantità di proteine nell' umor acqueo è aumentata. Costituisce un segno di infiammazione dell'iride (irite) o del corpo ciliare (ciclite) .
riflesso. 1.Funzione. Risposta involontaria a uno stimolo. 2.Ottica. Termine gergale che sta per riflessione. 
  • accomodativo: risposte fisiologicamente associate alla visione da vicino: accomodazione, convergenza e restringimento pupillare (miosi).
  • audiooculogiro: gli occhi ruotano in direzione del rumore.
  • ciliospinale: dilatazione pupillare in risposta a uno stimolo doloroso evocato nella cute posteriore del collo.
  • consensuale alla luce, risposta consensuale alla luce: riduzione dal diametro pupillare (costrizione) di un occhio in seguito alla stimolazione luminosa dell'altro occhio.Vedi anche test del fascio di luce oscillante.
  • corneale: 1. Risposta neurologica: battito di ciglia provocato toccando la cornea. 2. Riflessione, come su uno specchio, di una luce intensa dalla superficie della cornea.
  • di ammiccamento: contazione periodica del muscolo orbicolare (intervalli di circa 5 sec.), che permette la distribuzione delle lacrime su tutta la superficie oculare e limita la quantità di luce che entra nell'occhio.
  • L'ammiccamento si verifica anche in caso di irritazione della congiuntiva,luce interna, rumori improvvisi e intensi o starnuti.
  • di fissazione: movimenti oculari involontari che posizionano l'occhio in modo tale da far cadere
  • l'immagine di un oggetto sulla fovea.
  • di vergenza: movimento simultaneo di entrambi gli occhi all'esterno (divergenza) o all'interno (convergenza) per mantenere la stessa immagine sulle due fovee.
  • foveale: piccolo riflesso ottico proveniente dalla superficie concava e riflettente della depressione foveale retinica. Rilevabile con l'oftalmoscopio.
  • oculo-cardiaco: riduzione della frequenza cardiaca in seguito a manipolazione degli occhi o dei muscoli extraoculari.
  • oculo-cefalico: rotazione oculare involontaria nella direzione opposta alla rotazione della testa, per
  • mantenere la fissazione su un bersaglio non in movimento. Può essere anomala in caso siano presenti difetti del tronco cerebrale. Vedi anche fenomeno degli "occhi di bambola", apparato otolitico, sistema vestibolare.
  • oculo-digitale: costante strofinamento o pressione esercitata sugli occhi con i pugni o con le dita, comune nei bambini ciechi.
  • oculo-respiratorio: temporanea interruzione della respirazione (apnea) in corso di chirurgia, dovuta a trazione sui muscoli extraoculari e sui tessuti orbitari.
  • per vicino: stesso di accomodativo.
  • pupillare: riduzione delle dimensioni della pupilla (costrizione) che si verifica stimolando gli occhi con una luce diretta.
  • rosso: colorazione rossa del campo pupillare presente quando viene illuminato l'interno dell'occhio.
  • sincinetico da vicino:tra reazioni associate degli occhi che si verificano durante attività visive da vicino: convergenza (torsione verso l'interno), accomodazione (modifica della curvatura del cristallino per mantenere un'immagine nitida) e miosi (riduzione del diamante pupillare).
  • vestibolo-oculare: stesso di oculo-cefalico.

Riflesso a "filo d'argento". Segno clinico. Aspetto biancastro delle pareti arteriolari retiniche opacizzate. Comunemente associato ad arteriosclerosi e ipertensione. Forma avanzata del riflesso a "filo di rame" .
riflesso a "filo di rame". Segno clinico. Riferito al colore della parete delle arteriole retiniche opacizzate, solitamente associate ad aterosclerosi e ipertensione. Vedi anche riflesso a "filo d'argento".
riflesso a "occhio di gatto". Segno clinico. Insolito riflesso biancastro nella pupilla normalmente nera; somiglia al riflesso che si può vedere nell'occhio di un gatto,di notte, quando una luce lo abbaglia. Vedi anche cataratta, leucocoria, retinoblastoma, vitreo primitivo iperplastico presistente.
riflesso corneale. Segno clinico. 1. Ottica. Riflesso (tipo specchio) di una luce bianca dalla superficie corneale.  Vedi anche immagine di Purkinje. 2. Funzione. Riflesso neurologico che provoca la chiusura delle palpebre al contatto con la cornea.
riflesso digito-oculare. Segno. Sensazione della luce percepita da un occhio cieco, in risposta a pressione o sfregamento dell'occhio, per stimolazione meccanica dei fotorecettori.
riflesso fotomotore diretto. Funzione/test. Riduzione del diametro pupillare provocata da una luce diretta verso l'occhio. Si testa a basse illuminazioni invitando il paziente a fissare lontano.
riflesso speculare. Test. Illuminazione con una fonte luminosa posta in modo tale che la sua luce sia riflessa dall'oggetto che si sta osservando direttamente negli occhi dell'osservatore, creando intensionalmente un bagliore accecante. Viene prodotto con una lampada a fessura; è usato per osservare le cellule endoteliali della cornea.
rigenerazione aberrante. Difetto funzionale. Ricrescita anomala di fibre nervose danneggiate lungo preesistenti direzioni; p.es. dopo una lezione del III nervo cranico le fibre nervose rigenerate del muscolo retto inferiore posso svilupparsi nella palpebra superiore e causare un suo innalzamento quando l'occhio guarda verso il basso.Vedi anche segno di pseudo-von Graefe.
rigidità sclerale. Irrigidamento relativo dello strato esterno dell'occhio. Introduce un errore potenziale nella misurazione della pressione intraoculare con la tecnica dell'indentazione (Schiotz). Vedi anche tonometro ad applanazione.
rima palpebrale antimongoloide. Anatomia. Palpebrale in cui canti interni (prossimi al naso) sono più alti rispetto a quelli esterni. Vedi anche rima palpebrale mongoloide.
rima palpebrale mongoloide. Anatomia. Palpebrale con angoli esterni (verso le orecchie) più alti degli angoli interni. Vedi anche rima palpebrale antimongoloide.
rimexolone.Farmaco. Steroide in sospensione per il trattamento dell'uveite anteriore e dell'infiammazione dopo chirurgia oculare.
riMLF (nucleo interstiziale rostrale del fascicolo longitudinale mediale). Anatomia. centro di controllo del movimento verticale degli occhi per lo sguardo verso il basso. Struttura nella parte superiore del mesencefalo che integra i segnali provenienti dalla corteccia occipitale e frontale.
rimodellamento laser, scultura laser.Chirurgia Rifrattiva. Rimodellare il profilo della cornea per cambiare il potere ottico; un sottile strato di tessuto corneale è rimosso usando un laser a eccimeri guidato e controllato da un computer per avviare a un preciso profilo. Vedi anche laser a eccimeri, chirurgia rifrattiva.
rinite. Infiammazione della mucosa nasale; naso che cola. 
Rinosporidium. Microorganismo.Può causare infiammazione congiuntivale. Ha molte delle
caratteristiche di un fungo.
riposizionamento. Proceduta chirurgica. Rimettere nella sua normale posizione un tessuto dislocato.
risonanza magnetica per immagine. Test. Tipo di tecinca per immagine computerizzate che utilizza magneti ad alta intensità. Permette di esaminare, all'interno del copo, tessuti molli che non possono essere visti con ragg-X. Termine più moderno RMN (risonanza magnetica nucleare). Vedi anche TC scan.
con mezzo do contrasto: tecnica per immagini computerizzata accoppiata a iniezione di colorante per visualizzare e registrare localizzazione e dimensione dei vasi sanguigni.
risparmi maculare. Difetto finzinale. Consiste nella conservazione dei 10° centrali del campo visivo all'interno di un'area cieca.
risposta consensuale alla luce. Vedi riflesso consensuale alla luce.
risposta immunitaria. Funzione. Risposta cellulare e chimica dell'organismo per proteggersi verso proteine esterne, micoorganismi, parassiti o veleni.

SEZIONE IN ALLESTIMENTO
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risposta visiva evocata. Vedi potenziali evocati visivi.
ritardo palpebrale, segno di von Graefe. Segno clinico.
Ritardo nella discesa (movimento verso il basso) della
palpebra superiore quando lo sguardo viene diretto verso
il basso. Segno comune di ipertiroidismo.
rivalità retinica. Funzione. Trasmissione simultanea di
immagini incompatibili (dissimili) da aree retiniche
corrispondenti dei due occhi. Produce una particolare
sensazione di visione confusa con porzioni variabili delle
due immagini percepite visivamente in qualsiasi
momento.
RK (chetatotomia radiale). Chirurgia rifrattiva. Metodo
di appiattimento della cornea centrale con 4-8 incisioni
radiali nella cornea periferica;riduce il potere ottico della
cornea. Corregge la miopia.
Rochon-Duvigneaud (<<bouquet>> di).Antomia. I 2500
coni sottili che formano la zona più centrale della fossa
foveale della retina.
rodopsina, porpora visiva. Chimica. Fotopigmento
primario dei bastonelli; è uno dei quattro pigmenti
retinici fotosensibili. E' costituito dall'aldeide della
vitamina A e della proteina opsina. Stimolata dalla luce,
determina l'insorgenza di impulsi elettrici che decorrono
nel nervo ottico fino al cervello. Vedi anche clorolabo,
cianolabo, aritrolabo.
rosa bengala. Sostanza chimica. Colorante rosso-porpora
impiegato nell'evidenziazione dei lesioni corneali e
congiuntivali superficiali (p.es. nella sindrome
dell'occhio secco).
rosacea. Condizione patologica. Malattia cutanea con
infezione cronica stafilococcica delle guance e delle
palpebre (blefarite), raramente accompagnata da
infiammazione corneale, sclerale e iridea. E' di origine
sconosciuta.
rosette. Alterazione patologica. Aggregati microscopici,
a forma di anello, di cellule tumorali nel retinoblastoma
(tumore maligno).
Flexner- Wintersteiner: quando gli aggregati sono
abbondanti e ben formati, si ritiene che indichino un
minor grado di malignità.
Homer-Wright: le rosette sono meno differenziate di
quelle del tipo Flexner-Wintersteiner; la forma non è
distinguibile dalle rosette presenti nel neuroblastoma e
nel medulloblastoma.
rosolia, morbillo tedesco.Condizione patologica.Comune
malattia sistematica virale. Non grave nei bambini,
mentre quando è contratta nel corso del primo trimestre
di gravidanza può provocare anomalie fetali gravi, come
ritardo mentale, patologie cardiache, difetti dell'udito e
della vista, come cataratta, glaucoma, modificazioni
retiniche e deviazioni oculari.
rostrale. Posizione. Situato verso l'estremo cefalico.
rotazione, torsione. Funzione. Rotazione di un occhio
intorno al suo asse anteroposteriore per spostarsi verso
l'interno e verso l'esterno. Vedi anche cicloversione, asse
Y di Fick.
roto-estrattore di Douvas. Strumento chirurgico. Mezzo
con un'estremità a taglio ruotante attraverso cui viene
iniettato e aspirato liquido nell'occhio.
rottura a <<bocca di pesce>> .Condizione patologica.
Rottura retinica i cui bordi si aprono quando si applica
una pressione di sclera.
rottuta a <<ferro di cavallo>>. Condizione patologica.
E' la più frequente rottura retinica associata a distacco
della retina.
rottura della parete oculare. Lesione. Ferita penetrante
l'intero spessore della parete oculare (sclera e cornea)
causata da un corpo contundente.
rottura gigante. Condizione patologica. Rottura retinica
estesa almeno per 90° (un quadrante), in genere
localizzata vicino all'ora serrata o lungo una zona
equatoriale della degenerazione a lattice della retina
periferica. Causata da traumi o da predisposizione
ereditaria. Abitualmente provoca un distacco retinico
di difficile trattamento. Vedi anche dialisi.
rottura retinica. Vedi foro retinico.
rotture laccate. Segno clinico. Rotture lineari della
membrana di Bruch (in regione maculare) che si
verifica quando l'occhio è << stirato>> oltre i limiti
fisiologici. Si associano spesso a degenerazione
miopica progressiva.
rubeola, morbillo. Condizione patologica. Comune
malattia sistemica virale che può essere accompagnata
da una congiuntivite acuta o da infiammazione
corneale superficiale. Vedi anche macchia di Koplik.
rubeosi iridea. Condizione patologica. Formazione di
vasi anomali (neovascolarizzazione) e di tessuto
connettivo sulla superfice iridea a cui può conferire
una colorazione rossastra. E' generalmente presente
negli stadi avanzati della retinopatia diabetica e
nell'occlusione della vena centrale della retina. Può
causare una forma di glaucoma praticamente.

intrattabile. Vedi anche glaucoma neovascolare.

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